A PROPOSITO DI LOVE.

Love è un racconto urbano che ricerca una calma tra la tecnologia invadente e la dipendenza. Che cerca un senso tra i limiti. Una contemporanea storia d’amore bellissima.

Per tutti. Ma proprio tutti.
Perché fa ridere, piangere e sorridere tantissimo.
Perché fa riflettere in modo maturo.
Perché parla di limiti e di modi per affrontarli.
Perché l’amore è stare bene. E’ dormirsi accanto.

E poi perché la colonna sonora è pazzesca.

 

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“VOGLIO CHE IL VINO SIA COME ME: VIVO”. DA LITRO, A ROMA, VINI NATURALI E RACCONTI.

Voglio lasciar fare alla natura. Fidarmi di lei, dei suoi frutti, dei suoi profumi. Ma anche dei suoi difetti, della sua spontaneità. Voglio fidarmi del mio gusto e della mia prima emozione. Voglio ricercare l’autenticità. Voglio che il colore sia imperfetto. Ma sia sincero. Voglio che sia tutto vero. Voglio che sia senza filtri, voglio che sia così com’è: naturale. Il vino “naturale” è come una avventura. Può deludere e può farci impazzire. E’ fatto di spontaneità, di esaltazioni territoriali, di profumi freschi, di racconti umani. Degustare un vino naturale significa perdersi in quel racconto, in quella terra lasciata intatta, in quelle abitudini che l’hanno resa perfetta perchè vera.

“A me non interesssa essere rassicurato, voglio continuare a provare curiosità, paure, innamoramenti e delusioni; in una parola, voglio che il vino sia come me: vivo”.

Sto leggendo un libro – Il vino capovolto (Jacky Rigaux e Sandro Sangiorgi) – in cui si parla di degustazione geosensoriale. Un invito a mettere da parte la tecnica per cercare la poesia di un sapore specifico. Sentire il gusto del luogo per assaporare un vino nella sua profondità ed apprezzare non solo la sua acidà o quella nota amara, ma anche la sua vivacità, la sua armonia, l’intensità dei colori della sua terra.

L’altra sera da LITRO, a Monteverde abbiamo provato il Vinel-lo Tinto di Partida Creus, consigliatissimo dai ragazzi del locale. Un vino che porta in sè una storia romantica. Una fuga alla ricerca di una terra silenziosa ed espressiva. Antonella e Massimo, una piccola azienda vinicola in un villaggio della Catalogna. Amore e sacrificio. Un vino allegro e meraviglioso al primo assaggio.

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Questo pezzo è per chi ha voglia di ascoltare queste storie. Chi ha voglia di rischiare e misurarsi su dimensioni non sempre confortevoli. Chi ha voglia di guardare oltre e sentirsi altrove. Chi è curioso ed ha voglia di lasciarsi andare. Chi ha voglia di provare gusti vivi, intensi, geniali, provocatori, azzardati, vivaci, colorati, folli.

E per concludere, due suggerimenti:
LITRO: un posticino incantevole, dove andare con chi ama le cose belle.
Il Vino capovolto (Edizioni PORTHOS): una lettura piacevolessima per chi vuole saperne di più.

A presto.

 

PER ME .. UN VERMOUTH, GRAZIE!

Gradite altro? Un vermouth per me, grazie.
A volte, di fronte a questa insolita richiesta c’è chi mi guarda un po’ stupito. E chi invece sorridendo mostra una lunga lista tra artigianali e grandi classici. Insomma, questo piacevole vino liquoroso made in Italy sta tornando. E in grande stile.
Un gusto un po’ antico, suggestivo ed elegante. Una conclusione chic soprattutto se in purezza. Tanti gesti intorno. Una spruzzata di soda a ricordare i vermuttini torinesi. Ghiaccio e scorzetta di arancio per quelli rossi, più sfiziosi e dolci.
Bere un vermouth per me è come ascoltare una vecchia storia. Un racconto mai dimenticato. Un camino acceso. I cuginetti seduti a terra intorno a quell’amico del nonno che, per l’occasione, è venuto a farci un saluto.

Antico. Nasce nel 1786 a Torino, come digestivo.  Una liquoreria di Piazza Castello e un’idea di Benedetto Carpano. Nella versione attuale, la nota Antica Formula, ritroviamo quel racconto antico.
Ma il regno del Vermouth ha tanti altri protagonisti da ricordare. Tra i miei preferiti il caro vecchio Giulio Cocchi. Scoperto una sera di primavera passeggiando tra i locali di San Salvario, a Torino. Un gusto caratteristico, che mette tutti d’accordo. Come un venerdì sera a teatro. Quando dopo lo spettacolo,  la passeggiata in centro è quasi d’obbligo.

Apprezzato molto anche nella sua versione francese. Il vermouth dry. Versatile. Perfetto per accompagnare profumi intensi e sapori selvaggi. Una scelta, sicuramente. Ma non la mia prima scelta. Sarà che  in quella dolcezza iniziale tipica dei vermouth italiano,  seguita da una spontanea ricerca della nota amara, ritrovo quel racconto. Quella storia vera che dà un senso alle cose. Che non è solo moda. Che è impegno. Creatività. Gusto.

IMG_6917Ultimamente, a ricordare l’estrosità della mia terra, il Vermouth Numero Uno, Raina. Un vermouth artigianale, prodotto in quantità limitate. Naturale ed ottenuto dalla lenta lavorazione di uve autoctone Umbre, Sagrantino e Sangiovese. Mi fa quasi arrossire da quanto mi piace! Dove apprezzarlo? Indubbiamente nel mio locale preferito di Perugia, il CIVICO 25.
Per chi ha voglia di curiosare tra interessanti varietà e scelte internazionali può farlo da SOCIETA’ ANONIMA, nel centro storico. Meglio di giovedì, nel week end c’è troppa confusione per gustare come si deve.

Se siete a Roma invece, fate un salto da LITRO a Monteverde. Apprezzerete sicuramente il Chinato consigliato dalla casa! ERCOLI 1928  per i più esigenti. E poi, PIANO STRADA. Una lista di Vermouth indimenticabile.

Che dire.. Vermouth sia !

 

 

 

 

IL NOSTRO PRIMO PRANZO DA BORGOMELA. IN FIN DEI CONTI LA DOMENICA DOBBIAMO DARCI DI PIU’.

La domenica è il giorno della festa. Dei colori, dei vestiti buoni. Il giorno dei pranzi dai nonni insieme alle zie e alle cugine. E’ il giorno della gita fuori porta e del riposo. E proprio oggi che è domenica ho il piacere di pranzare fuori con la mia famiglia, in un posto davvero speciale. Poco distante da Perugia, Borgomela è molto di più di un ristorante. E’ casa, è accoglienzaborgomela, è eccellenza e tradizione. E’ come il vecchio ricettario  della nonna, con qualche parola cancellata dal tempo ma talmente intatta nei ricordi da rendere quelle ricette perfette ancora oggi.
Una casa bianca con un bell’ingresso e uno spazio grande intorno.  Una padrona di casa gentilissima, Loretta, ad aprire il portone e a darti il benvenuto. Oggetti di casa a rendere l’atmosfera intima e rilassante.  Un menù specchio della tradizione gastronomica umbra, gentile e attuale nella selezione degli accostamenti. Primi e pani esclusivamente fatti in casa. Dolci preparati poco prima di essere portati a tavola. Sapori intensi e freschi, locali. Materie prime eccellenti.
Abbiamo iniziato con uno sformatino di verdure avvolto da una crema di gorgonzola sfiziosissima. Leggero e intenso. Caldo al punto giusto. Io e mia madre continuiamo con uno dei pezzi forti: taglierini funghi e tartufo. Una gioia. La sfoglia tirata a mano da Loretta ogni lunedì, martedì e mercoledì. Uova biologiche scelte personalmente dal marito. Le stesse da sempre. Ed è forse questa sensazione di rispetto a rendere questo piatto così speciale. Filetto su letto di cipolla di Cannara, un altro pezzo forte per mia sorella. Da provare assolutamente, un equilibrio perfetto tra memoria e modernità. Una scelta giovane.  Scegliamo infine una dolce follia a testa. Yogurt greco con mandorle caramellate, un cuore caldo di cioccolato fondente. Un’immancabile torta della nonna e un dessert speciale con Nutella e pistacchi. Una lode allo yogurt greco con mandorle caramellate. Piacevole e inaspettato. Come un bigliettino col pensiero del mattino fuori dal portone.

In fin dei conti oggi è domenica.
Dobbiamo coccolarci e darci di più.

Un posticino da ricordare. Dove portare le migliori amiche, il nuovo fidanzato. Ma anche quello di sempre. Un amico che vive lontano. E tutte, tutte le donne della famiglia!

Per raggiungere Borgomela trovate QUI tutte le informazioni.