SEMPRE MEGLIO CHE LAVORARE E LA “THE COLONNA SONORA” DEL FILM.

Dal tubo al grande schermo. Dal bianco e nero al pantone. Una tavolozza di colori che improvvisamente torna sulle proprie tonalità originarie, emancipando quell’intenzione di autenticità che da sempre i The Pills hanno dimostrato di avere. Alla fine cresciamo un po’ tutti ma continuiamo a prenderci in giro e, con intelligenza, ci circondiamo di una nuova spensieratezza. La nostra, in fondo, è una generazione che ha fatto dell’ironia e della critica colta l’arma di “sopravvivenza” più potente. Sempre meglio che lavorare è un film che ci racconta. Una pellicola costruita intorno a consuetudini ed espressioni tipicamente romane. Caratterizzanti. Come caratterizzante la colonna sonora del film, perfettamente in grado di armonizzare quel modo di essere. “Volevamo che gli artisti scelti fossero un po’ la versione audio dei The Pills, che contribuissero a realizzare un affresco uniforme insieme alla fotografia e allo spirito generale del film”. Ed è così che Luca Vecchi ci spiega la scelta dei Thegiornalisti, di Calcutta, de ICani: realtà musicali contemporanee che partono da storie di città ed approfondiscono universi personali. Perché in fondo loro sono Romani, un po’ campanilisti e sperimentali allo stesso tempo. Sono fichi. Sono originali ma classici, talvolta impacciati. Sperimentano, osano e si mettono a nudo. Sono voci, sintetizzatori e versi poetici. Note originali di un’unica composizione. Promiscuità, de i Thegiornalisti, è una canzone che ci lascia sorpresi. Ci sconvolge. Ci trasporta in una realtà mista, confusa, piena di figure riconoscibili e di atteggiamenti esagerati. Come ad una festa, dove  si scambiano sguardi che crepano persino il muro. Dove si osa e ci si lascia andare. Dove paradossalmente si è se stessi. Calcutta con Gaetano rappresenta il passaggio, ovvero quella fase di transizione che porta allo sfogo, alla messa in discussione della propria identità, alla ricerca di una vocazione apparentemente dimenticata. Infine, l’inedito de ICani, Questo nostro grande amore, ci spiazza completamente. Debutta nella scena finale del film e si fa ascoltare durante i titoli di coda. Un lungo elenco di esempi e spunti di “attualità” che sembrano essere stati rubati da una home page di Facebook appena aggiornata. Un’apprezzata novità che rafforza il ricordo del film.