CALCUTTA ESISTE E VIVE A ROMA EST.

Edoardo Calcutta appare contestualmente come la personificazione perfetta del liceale nerd anni ’90, tutto felpa di pile o  camicia di flanella e l’intellettuale contemporaneo, poco interessato alla opinione altrui, alla mondanità e con uno sviluppato e personalissimo gusto artistico. Calcutta non è né l’uno né l’altro: è un artista insolito, dichiaratamente solitario, con uno stile incomprensibilmente amato che si sta diffondendo in maniera capillare. Calcutta è l'”abc” della tecnica che incontra il nonsense narrativo, per un risultato credibile ed orecchiabile. La sua chiamiamola genialità fa leva sulla capacità di far passare un’assurdità come un’osservazione personale, una frase banale come un pensiero spontaneo e quindi amabile. Ed è così che viene accolta una frase come Pesaro è una donna intelligente. Con entusiasmo. Di fatto la sua musica non dà fastidio ma anzi fa compagnia; il suo approccio comunicativo svogliato si fa notare; il suo successo è un caso nazionale.

Racconti di un looser. Perchè non chiamare così il suo ultimo disco? In fin dei conti Mainstream è un contenitore di sentimenti struggenti, di scelte sfigate, di momenti in solitudine, di strani tic, di isolamento cosciente e rassegnato, di frasi banali. L’assenza assoluta di pathos e sentimentalismo però rende le sue storie credibili ed interessanti. Ci stupisce indubbiamente che un pensiero sulle olive che sono buone possa in qualche modo rafforzare la rappresentazione lirica di uno stato d’animo. Ma nel caso di Calcutta avviene esattamente così.

Mi chiedo però se questa sia una strategia di lancio in fase di pre posizionamento stilistico di più lungo termine. Questa è la fase in cui impazziamo un po’ tutti, ammaliati da questa musicalità, da questo suono così naturalmente riconoscibile. In questa fase dobbiamo parlarne ancora un po’, dobbiamo esprimere opinioni e ascoltare quelle altrui per poi accogliere – con dovuta “preparazione” –  una tecnica, una completezza e una visione poetica più rispettosa, che probabilmente ci conquisterà. O meglio è quello che mi auguro.

Giulia